mercoledì 23 maggio 2018

Terapie Egizio-Essene , Workshop con Gabriella Conte–Terapeuta Essena e la Dott.ssa Maria Burgarella–Psicologo.

Una giornata dedicata alla scoperta delle terapie egizio-essene con Gabriella Conte accolta con interesse e sperimentata con entusiasmo dal bellissimo gruppo!

Le Terapie Egizio-Essene risalgono a più di 2000 anni fa, gli Esseni erano molto apprezzati come terapeuti perché conoscevano perfettamente il corpo fisico e i corpi sottili, la Psicologia e le sofferenze dell'anima che si traducono in malattie, secondo i loro insegnamenti.
L'essere umano è studiato in modo globale dalla medicina essena al pari di quella cinese e ayurvedica, è un approccio avanzato che si inserisce a pieno titolo nelle terapie olistiche.
Le Terapie Essene utilizzano la luce, il suono, il colore in un trattamento energetico che cura e scioglie i blocchi dell'energia solare o cosmica che viene dapprima assorbita dall'esterno attraverso le ruote di forza, chiamate chakra o nadi per poi essere distribuita in tutto il corpo mediante queste porte d'entrata.
Gli Esseni contavano fino a 7 corpi molto diversi, dal più denso al più sottile e con una propria luce che insieme formano l'aura, il guscio di luce al centro del quale l'individuo si muove. La lettura dell'aura permette di prevenire la malattia che è segnale d'allarme inviato dai corpi sottili al corpo più denso per dire: "Fermati, rifletti, sei sicuro di essere in armonia con le tue parole, azioni e pensieri?"
Queste antichissime terapie curano moltissime patologie e disarmonie alcune delle quali sono: ipertensione arteriosa, depressione, dipendenze, patologie del seno, irregolarità mestruali e tante altre.
"Sebbene il nostro pacco di carne ed ossa sembri molto convincente, è soltanto una maschera, un'illusione che copre il nostro vero sé, illimitato. "
Deepak Chopra


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giovedì 8 marzo 2018

Donna

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Donna

dalle multiple identità, madre, moglie, figlia, amica,

abbi cura del tuo corpo cosi come della tua interiorità,

onora la tua essenza femminile, le qualità che racchiudi in te, sai contenere, far germogliare, incubare, creare e procreare,

sii in connessione con la natura, con la grande madre terra e con i suoi ritmi.

Abbi rispetto del femminino che opera in te,

della tua sessualità, sacra, inviolabile se non da te stessa 

così soltanto la società sarà armoniosa e gioiosa !

l’uomo apprezzerà la tua femminilità e cercherà di essere uomo, consapevole delle sue peculiarità

l’uomo e la donna sono diversi ma complementari, insieme solo insieme con gli sguardi rivolti uno sull’altro formano l’unità.

Auguri Donne!

martedì 13 febbraio 2018

https://www.anmictrapani.it/2018/02/07/emozioni-benessere-psico-fisico/

SALUTE E RICERCA

Emozioni e benessere psico-fisico

Post By ANMIC Trapani febbraio 7, 2018 No Comments

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Il termine emozioni deriva dal latino e-movere, “mosse da”, sono reazioni agli stimoli, risposte programmate.

Si distinguono emozioni primarie, innate e riscontrabili in tutte le popolazioni, quindi universali, ed emozioni secondarie che invece si originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

Lo psicologo americano Paul Ekman si recò presso una tribù della Papua Nuova Guinea per studiarne i comportamenti e per verificare se fosse possibile riscontrare le stesse emozioni provate da altre popolazioni, iniziò a fotografare le loro varie espressioni e fu così che decise di stilare una lista di emozioni che suddivise in primarie e secondarie.

Le emozioni primarie sono:

Rabbia – generata dalla frustrazione e si manifesta attraverso l’aggressività

Paura – dominata dall’istinto di sopravvivenza ad una situazione pericolosa

Tristezza – situazione di perdita o di scopo non raggiunto

Gioia – stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri

Sorpresa – si origina da un evento inaspettato che genera gioia o paura

Disprezzo – sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto di persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale.

Disgusto – risposta repulsiva caratterizzata da una specifica espressione facciale

Le emozioni secondarie sono:

Allegria, sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo

Invidia, stato emozionale in cui un soggetto sente un forte desiderio di avere ciò che l’altro possiede

Vergogna, reazione emotiva che si prova in conseguenza di trasgressione alle regole sociali

Ansia, reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante

Rassegnazione, disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sfortuna

Gelosia, stato emotivo che deriva dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto

Speranza, tendenza a ritenere che fenomeni o eventi siano gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esiti sperati come migliori

Perdono, sostituzione delle emozioni negative che seguono un’offesa percepita con delle emozioni positive

Offesa, danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole

Nostalgia, stato di malessere causato da un acuto desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere

Rimorso, stato di pena o turbamento psicologico sperimentato da chi ritiene di aver tenuto comportamenti o azioni contrari al proprio codice morale

Delusione, stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

Dopo aver chiarito quali sono le emozioni vediamo come funzionano.

Le emozioni sono eventi fisici che hanno correlati a tutti i livelli, nel sistema endocrino, nervoso e immunitario, sono risposte a uno stimolo sia interno che esterno, ad esempio se è una bella giornata posso sentirmi gioioso, felice così come se ricordo un momento di gioia e felicità vissuto in passato.

Il processo è semplice: l’onda dell’emozione sale, la sento, arriva al suo picco, scende, fluisce.

Se non siamo in grado di lasciar fluire l’emozione impediamo al nostro organismo e alla nostra psiche di tornare alla normalità.

L’atteggiamento è quello di non opporre resistenza all’emozione, di non operare una separazione interna, una frattura interiore, altrimenti manterrete quello che provate in un ciclo continuo e deleterio.

“Quello a cui tu opponi resistenza, si mantiene e persiste”

Quando siamo preda di emozioni contrastanti, confuse, aggrovigliate ci sentiamo prostrati, disorientati allora bisogna innanzitutto nominare le emozioni, farle emergere dal caos interiore così da poter avviare il loro naturale fluire.

Nella terapia psicologica il nominare le emozioni è un passaggio fondamentale per la risoluzione di conflitti e per il superamento di disturbi psico-somatici.

Ad esempio la rabbia è un emozione calda, la sentiamo nel collo, nella testa, nelle mani, se la reprimiamo si cristallizza in ostilità e poi in odio, ricordiamo che per l’99 % siamo fatti di acqua, secondo gli ultimi studi effettuati da Gerard Pollack, professore di Bioingegneria presso l’Università di Washington. L’acqua è il più potente mezzo di trasmissione di informazioni, le cellule del nostro corpo registrano l’emozione nella nostra acqua interna provocando dei cambiamenti a tutti i livelli, ormonali etc, quindi quando, ad esempio, viviamo uno stress momentaneo l’adrenalina, il cortisolo aumentano, vi è una risposta fisiologica che si attiva ma se non la lasciamo fluire, se la reprimiamo tutta questa cascata biochimica persiste e si tramuta in sintomatologie psico-somatiche.

I nemici della salute sono l’insoddisfazione, l’ostilità e la rabbia repressa.

Le emozioni represse in generale attraverso l’evitamento trovano sempre una via di sbocco, ogni sintomo psicosomatico è una conversione, cioè uno spostamento dell’emozione repressa sul soma.

Dobbiamo sviluppare la capacità di gestire al meglio la nostra salute e uno strumento efficace è il letting go, il lasciare andare è la traduzione della normale, fisiologica risposta a una emozione.

Il processo del Letting-go ha vari vantaggi: permette di ripulire il vissuto emozionale, diventare consapevoli, iniziare ad amarsi, recuperare potere personale e togliere agli altri il potere su di noi.

Spesso la realtà e il vissuto che ognuno di noi si crea è il risultato di vecchi copioni, di vissuti di solitudine, di assenza di ascolto da parte degli altri.

Ogni persona o situazione che rigettiamo è il riflesso di una parte di noi, come un gioco di specchi, comprendere il perchè ci permette di accettare e lasciar andare.

La nostra psiche, coscienza, rappresenta il più potente strumento di guarigione; immaginate ora il vostro atto o parola o immagine che associate al vostro lasciare andare, quando volete risolvere un vostro stato d’animo usate questa immagine o parola o sensazione, ad esempio il lasciare andare lo posso associare al bruciare o posso dire a me stesso una frase “Tutto va bene”, o posso immaginare di prendere il volo da quella situazione o sensazione, siamo noi che creiamo la nostra realtà, la nostra interpretazione delle cose fa la percezione delle cose, la realtà cambia in base a come la percepisco.

Il lasciar andare, il perdono hanno un’azione sul corpo, è prevenzione! Ma non è mai a basso costo, non è dimenticare o giustificare o negare i propri diritti, non è dire sempre di sì!

E’ un processo alchemico di trasformazione dell’emozione pesante, del piombo in oro, in risorsa, in crescita di auto-consapevolezza.

Considerando poi che siamo noi che creiamo la nostra realtà se iniziamo ad amare noi stessi accogliendo e accettando le nostre emozioni, coltivando la presenza e la gratitudine e comprendendo che ciò che accade di negativo per noi porta un messaggio significativo per la nostra evoluzione interiore, allora ci trasformeremo e di conseguenza cambierà la nostra visione di noi stessi e del mondo.

La guarigione è sempre autoguarigione, è un processo di auto-osservazione, di consapevolizzazione dei nostri vissuti interiori, di comprensione del messaggio che la malattia porta con sé.

“Ama te stesso”, ama tutto di te, anche le paure, le ombre, trasformale in luce, una luce che già sei!

Dott.ssa Maria Burgarella

Psicologo

https://psicoalchimiaburgarella.blogspot.it/

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giovedì 4 gennaio 2018

IO E MIA MADRE

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La prima relazione con il mondo è quella con la madre, è lei che forgia il nucleo caldo della fiducia in noi stessi, la nostra ossatura per affrontare la vita.
Nessuno di noi può non avere avuto una madre, non essere figlio, che sia una madre naturale o adottiva o "altra" questa figura è la prima che ci sostiene tra le sue mani per evitare che la vita cada nel vuoto, nel non-senso, le mani della madre rappresentano l'iniziale linguaggio del mondo.
Il suo volto è il primo specchio attraverso cui il bambino vede se stesso, se è un volto amorevole costruirà un immagine amabile di sè e viceversa. Noi siamo come nostra madre ci ha guardato. Questo rapporto priviliegiato condiziona la nostra immagine corporea, la relazione con il cibo, le nostre relazioni future, le dipendenze affettive, la visione del mondo e di noi stessi.
In questi incontri esperenziali viaggeremo in questo spazio, attraverso il confronto con gli altri potremo esplorare e condividere le esperienze osservandole da nuove prospettive ed elaboreremo i vissuti emersi.
Invito i partecipanti a portare con sè una foto della propria madre e una di se stessi da piccoli.
Si consiglia abbigliamento comodo e tappetino.
Primo incontro venerdì 12 gennaio 2018 dalle ore 18 alle 20 presso Nuara Cook Sicily - Via Bastioni 2, Trapani
Contributo di partecipazione € 10

venerdì 15 dicembre 2017

LA PAURA CONDUCE ALL’AMORE

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Chi va oltre il fuoco vedrà l’oro

“L'etimologia della parola paura è da ricondursi alla radice indoeuropea pat- che significa letteralmente percuotere ed in senso figurato incutere timore, atterrire. Da questa radice derivano poi il greco παίω (paio) = io percuoto e poi il latino pavor = paura, timore dal verbo paveo (prima ancora patveo) = sono percosso, sono abbattuto ed in senso lato, io temo, io ho paura.”

L’origine della paura è l’ignoto, l’inesplorato, essa ci avverte dell’esistenza di un problema, di un pericolo.

La percezione della minaccia innesca l’immaginazione; anticipiamo gli eventi generando in noi ansia, angoscia, iniziamo ad immaginare di tutto, con visioni catastrofiche, pensieri terrificanti, si amplificano le nostre aspettative su quello che potrebbe succedere, le  valutiamo in modo esagerato e peggiore di quello che potrebbe accadere realmente.  Ciò ha la funzione di prepararci al peggio e a volte a salvarci la vita agendo in pochi secondi.

Percepiamo contemporaneamente la paura  nel corpo, aumenta il battito cardiaco, il respiro è accelerato con iperventilazione, la voce si abbassa, sentiamo ogni muscolo e nervo, di fronte a un pericolo reale o ci blocchiamo o agiamo.

Ma ciò che innesca la paura maggiormente sono i ricordi di eventi passati, traumatici e dolorosi, tutto è registrato nella memoria e l’immaginazione attinge da questo archivio imago-emotivo e ci conduce alla paura allo stato puro.

Una situazione che stiamo vivendo richiama alla memoria le emozioni e percezioni vissute in circostanze simili anche solo per un dettaglio, spesso non ne siamo consapevoli ed ecco che si scatena la paura, ci invade, ci percuote e ci fa tremare.

Quante sono le paure…innumerevoli..paura dei ragni, del vuoto, del buio, della felicità, di amare, della paura stessa e tante ancora in un elenco infinito.

La paura è nella nostra mente e solo noi possiamo superarla affrontandola con coraggio.

Chi non osa osservare il sole in volto non sarà mai una stella.
William Blake

E già…il coraggio la cui radice latina è cor cuore, il coraggio dialoga con la paura.

Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.
(Martin Luther King Jr

Il maggiore nemico dell’uomo è la paura, che appare sotto forme così diverse come la vergogna, la gelosia, la collera, l’insolenza, l’arroganza…
Qual è la causa della paura?
La mancanza di fiducia in se stessi.
(Svami Prajnanapada)

“Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò.”

Queste citazioni le trovo molto esaurienti sul processo alchemico che permette la tramutazione della paura in amore.

Di cosa abbiamo paura? Perchè?

Ognuno di voi risponderà, ascoltando la sua mente..ora osserviamola, sentiamola profondamente, accogliamo tutte le sensazioni ed i pensieri….qualsiasi sia la paura è riconducibile all’annullamento di se stessi, alla morte, alla dissoluzione, al nulla.

Se qualcuno vuole spaventarvi, alzando la voce, minacciandovi,  non analizzate….ma pensate che quella persona vive un disagio, un conflitto con se stessa, guardatelo con compassione, non reagite, restate in silenzio, ditevi “non sarò parte di questo squilibrio o pressione, non reagirò come lui si aspetta”, provate benevolenza e la situazione scorrerà via senza causare conflitti. Bastano 3 secondi per impedire a noi stessi di scatenare rabbia, odio, repulsione.

Quando si è nell’amore non si ha paura, si ha la consapevolezza che l’altro è uno specchio di noi stessi, una parte che vuole essere ascoltata e compresa, senza giudizio ma con compassione e amore.

Il processo alchemico di trasmutazione, di trasformazione della paura va agito così anche dentro se stessi, osserviamo le nostre parti oscure, accogliamole come si farebbe con un amico, attraversiamole totalmente, andiamo alla radice  e svaniranno alla luce dell’amore incondizionato per l’unica persona con la quale abbiamo una relazione per la vita…noi stessi.